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Wall-E

 

Prologo:
XXII secolo. L'umanità ha abbandonato il pianeta Terra quando il livello di inquinamento si è fatto insopportabile e lasciando la superficie ricoperta di immondizia. Un'azienda che ha preso in mano il governo del mondo, la Buy'N'Large Corporation (BNL), ha costruito un'enorme stazione spaziale, la Axiom, sulla quale tutta l'umanità si è trasferita per vivere una vita dedita al lassismo e al consumismo sfrenato.

Sulla Terra, intanto, uno stuolo di robot chiamati "WALL-E" (Waste Allocator Load Lifter - Earth class, sollevatore terrestre di carichi di rifiuti) è incaricato di fare pulizia, ma dopo qualche tempo il loro compito è inesorabilmente destinato a fallire. I WALL-E vengono ritirati dalla BNL, che così facendo dichiara il pianeta inabitabile per sempre. Uno dei robot però non viene ritirato.

Produzione:
Stando alle parole del regista Andrew Stanton la prima idea sulla realizzazione di WALL•E gli venne in mente nel 1994 quando, riunito con le altre menti creative della Pixar (John Lasseter, Pete Docter, Joe Ranft) si pensava a quali nuovi film realizzare dopo essere riusciti nell'impresa di portare al cinema Toy Story, il loro primo film. L'idea di base era quella dell'ultimo robot sulla Terra, abbandonata dall'umanità dopo averla inquinata. Stanton già prevedeva due caratteristiche fondamentali del film: l'assenza di dialoghi fra i robot e la storia d'amore. I tempi non erano ancora maturi per trattare questi argomenti, così il progetto fu messo da parte. Quando Stanton lavorò poi sul suo primo film, Alla ricerca di Nemo, l'idea dell'ultimo robot sulla Terra gli ritornò in mente e ricominciò a scriverla, addirittura interferendo con la lavorazione di Nemo.

Temi trattati:
WALL•E è ambientato su un pianeta Terra disabitato. L'umanità l'ha abbandonato 700 anni prima quando l'inquinamento era diventato insostenibile e lo smaltimento dei rifiuti impossibile (uno stuolo di robot-spazzini, i WALL-E, erano chiamati a ripulirlo ma si sono dovuti arrendere). Non si fa difficoltà a riconoscere una similitudine con la situazione attuale del mondo, dove i temi dell'
inquinamento, del riscaldamento globale e delle fonti di energia rinnovabili sono all'ordine del giorno (e in Italia lo è anche di più quello dello smaltimento dei rifiuti). La possibilità di riscatto, nel film, è proprio nella presa di coscienza dell'abuso fatto nei confronti della Natura; il giorno remoto in cui essa stessa farà rinascere la vita fra i rifiuti (nel film WALL-E scopre un germoglio verde dentro un frigorifero abbandonato) l'umanità avrà questa possibilità di riscatto.

Le accuse del film, intenzionali o meno, allo stile di vita moderno non si limitano all'inquinamento ma anche al consumismo. Nella previsione distopica velatamente proposta dal film il governo del pianeta finirà nelle mani di una grossa compagnia americana che grazie al potere economico conquisterà anche quello politico. Sarà questa compagnia, la Buy'N'Large, a costruire la gigantesca nave spaziale chiamata Axiom e destinata a ospitare l'umanità in esilio dal proprio invivibile pianeta. In questa astronave viene proposto ai suoi abitanti ogni genere di comodità, tanto che nel corso degli anni i muscoli degli uomini si atrofizzano, le ossa si indeboliscono, fino a rendere le persone obese e incapaci di deambulare autonomamente. Che l'obesità sia una conseguenza di uno stile di vita troppo rilassato e dedito al consumismo è una realtà già adesso accertata, e soprattutto negli Stati Uniti il tema è particolarmente sensibile.

Polemiche:
Il tema dell'obesità è stato recepito in maniera contrastata dal pubblico americano, sin dalle prime proiezioni di prova del film: c'è chi ne esaltava il valore educativo e chi invece riscontrava un messaggio sbagliato nel paragonare le gravità del problema dell'obesità e quello dell'insostenibilità ambientale). A causa delle reazioni a quelle proiezioni di prova il tema dell'obesità nel film è stato completamente rivisto per la versione finale, ma anche in questo caso non ha mancato di sortire disappunto da parte del pubblico affetto da obesità.

Un'accusa di plagio è invece arrivata sin da quando fu mostrata la prima immagine del robot WALL-E: a detta di molti commentatori è simile per molti aspetti al robot Numero 5 del film Corto circuito. Tuttavia nessuno dei produttori di questo film ha mosso accuse ufficiali alla Pixar. In un'incontro con gli spettatori al "WonderCon" di San Francisco il regista Andrew Stanton ha dichiarato che non ha intenzionalmente preso spunto da Corto circuito, ma che l'idea di un robot con tali fattezze gli è venuta in mente da piccolo: era allo stadio a guardare una partita con il binocolo, quando si rese conto che muovendolo in su e in giù poteva fargli assumere le espressioni "felice"/"triste". Da lì venne l'idea di creare un robot con gli occhi simili a un binocolo: tramite questi occhi poteva mostrare una vasta gamma di sentimenti. Il resto delle caratteristiche di design di WALL-E (come i cingoli, simili a quelli di Numero 5) è risultato dalle esigenze del film, non da una diretta ispirazione.