Costa Amalfitana
Promontorio di Palinuro
Tramonto a Palinuro
Arco Naturale

Dorothea Lange e l'America

Dorothea Lange e il suo rapporto con l'America nel fatidico anno 1929


CONTESTO STORICO:

La depressione senza precendenti che stava attraversando l'America spinse Dorothea Lange a porre il suo talento al servizio dei diseredati. Pochi anni di lunga carriera sono bastati a renderla famosa (dla 1935 al 1939).

Vinta la I guerra mondiale, gli Stati Uniti godettero di decennio di grande sviluppo (fino alla fine degli anni ‘20). Il notevole benessere raggiunto favorì un altro sviluppo industriale ed agricolo. I raccolti particolarmente abbondanti uniti al tracollo di Wall Street del 24 ottobre 1929 produssero un effetto a catena sia nel panorama industriale che in quello contadino: le famiglie americane, private in poco tempo di tutti i loro risparmi, furono costrette a ridimensionare il proprio bilancio familiare limitando l’acquisto sia di elettrodomestici che di generi alimentari. Si venne così a trovare, in virtù degli abbondanti raccolti, un surplus di merce (prodotti ortofrutticoli) sul mercato, causando un drastico abbassamento dei prezzi. Il notevole calo degli introiti costrinse la maggioranza degli agricoltori a licenziare braccianti e lavoratori stagionali (la disoccupazione passò dai 2 milioni del 1928 ai quasi 13 milioni del 1932), provocando a loro volta un ulteriore contrazione nei consumi. Il mondo agricolo conobbe così una nuova fase di povertà: la sovrapproduzione agricola unita ai bassi prezzi impediva agli agricoltori di raggiungere nuovamente il tenore di vita perso. Molti piccoli proprietari, soffocati dai debiti, si videro costretti a vendere i propri appezzamenti ai grandi proprietari terrieri, andando ad ingrossare la massa di disoccupati presente nelle grandi città. Nonostante gli investimenti governativi del New Deal di Roosvelt, ci vollero più di quindici anni per superare la crisi.

BIOGRAFIA:

Dorothea Lange nacque a Hoboken nel New Jersey; figlia di immigrati tedeschi, studiò fotografia alla Columbia University, e appena diciassettenne (1912), aprì a S. Francisco uno studio per ritratti. Un’infanzia e una giovinezza difficili, malata di poliomielite, scopre le sue grandi capacità all’inizio degli anni ’30, dove comincia a produrre immagini ricercate, alcune delle quali molto famose come “Mother Migrant” “White Angel Breadline". Gli anni trenta sono travolti da un'ondata di cambiamento che non risparmia la fotografa, le sue immagini non solo ritraggono il deperimento fisico provocato dalla crisi economica, ma svelano l'angoscia dell'animo cagionata dalla catastrofe sociale. Dorothea Lange era una profonda conoscitrice della pittura della Nuova Oggettività tedesca, fu sempre attenta a tutte le fasi del proprio lavoro, allegando sempre note, interviste, impressioni personali e non. Nel 1935 incontra Paul Taylor, fervente difensore della politica del New Deal, che sposa in quello stesso anno. Dorothea Lange cambia, diventa una fotografa documentale, una fotografa impegnata. In quello stesso anno partecipò al grande progetto della FSA, seguì quindi le correnti migratorie che si dirigevano verso la California, riuscendo così a cogliere le espressioni di uomini, donne e bambini che nelle sue fotografie rivelano la vera vita in quegli anni.
Dorothea, donna perseverante continua a seguire la fotografia come professione, anteponendo spesso il lavoro alla famiglia e ai figli, e spesso quel lavoro la portò da sola per le strade sconosciute, lontano da casa e dagli amici. Nulla nella storia della sua famiglia poteva far pensare che Dorothea Lange sarebbe diventata una delle artiste che avrebbero maggiormente influenzato la visione dei drammi umani della Grande Depressione americana. Grazie a questo suo modo di essere é riuscita a trasmetterci non solo delle istantanee sulla vita travagliata degli americani degli anni trenta ma anche a farci sentire sulla pelle le emozioni che provavano quasi fossimo partecipi del loro vivere difficile.
Nel 1965, pochi giorni prima dell’apertura di una sua grande esposizione retrospettiva della sua opera a New York, muore di cancro.

COMMENTO:

Secondo il mio punto di vista Dorothea è una donna che ha saputo davvero toccare nel profondo dell’anima la crisi americana degli anni ’30.

Una donna che seppure malata di una grave patologia come la poliomielite, malattia che oltre a sconvolgere la sua vita le da la forza di continuare, riesce a proseguire la sua carriera da fotografa fino a diventare una vera e propria professionista della fotografia.

Osservando le sue opere penso a come deve essere stato trovarsi lì in quel momento, guardare, vedere, fotografare e provare le emozioni che provavano quelle persone.

Quella sofferenza così marcata e profonda è trasmessa grazie alle sue fotografie con una sensibilità paragonabile a pochi.

Su Dorothea vengono spese belle parole, donna determinata, forte, una vera professionista, che era capace di vedere al di là delle persone per scoprirne la vera realtà, la vera natura.

Diverse frasi pronunciate nell’arco del suo lavoro ci fanno capire quanto lei credesse nella sua professione come ad esempio:

"Coraggio, coraggio vero. Coraggio innegabile...l'ho incontrato, molte volte, in luoghi inaspettati. E ho imparato a riconoscerlo quando lo vedo."

Parole forti che ti marcano il cuore, che ti fanno capire che questa donna ha davvero visto tutto quello che c’era da vedere, tutto quello che si poteva.

"Giù le mani! Non voglio infastidire quello che fotografo..."

Il soggetto visto come il protagonista della sua vita; tutta la sua esistenza è basata sull’importanza del soggetto, dell’uomo, della donna, del bambino, o del paesaggio che si ritrovava davanti; una donna capace di vedere l’anima nel suo soggetto e di rappresentarla nelle sue opere. I soggetti esposti sottolineano il grande rispetto per le persone ritratte, Dorothea Lange imprime con una sensibilità tutta femminile le sue foto usando l'istinto più che la ragione, l'ottimismo e il senso della vita.

"non ho perso l'abitudine che tutto debba ancora venire".

Immagini non urlate bensì testimonianze di vite dove non è mai intaccata la dignità degli esseri umani, con una particolare attenzione alle donne ed al loro posto fondamentale nella società.

"Alla ricerca della verità, ad ogni costo."

Sono parole forti, parole vere che Dorothea riesce ad esprimere attraverso le sue fotografie; quelle immagini che trasmettono dolore e sofferenza, quel dolore che non tutti conoscono, quel dolore che spesso si fa finta di non vedere e di non conoscere.
E anche adesso è così, anche ai nostri giorni ritroviamo questo. La verità… la realtà dei fatti, quello che accade tutti i giorni e che noi ignoriamo, perché non ci tocca da vicino.

Le sue opere sono piene di significato, non si sofferma a descrivere troppo nel profondo e nello specifico; le sue fotografie sono vera e propria sintesi, sintesi che però riesce a trasmettere la dignità umana delle persone, la vera forza interiore di persone ridotte ai limiti estremi delle proprie capacità di resistenza.

La Lange, ogniqualvolta terminava un lavoro, diceva che esso derivava "da un cuore educato e da un senso di generale responsabilità". Le ultime parole che pronunciò in pubblico prima della sua morte in televisione furono: "Look at it!" Look at it!".