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Il banco ottico

Il BANCO OTTICO e le sue particolarità

QUALI PELLICOLE UTILIZZA IL BANCO OTTICO?
Le pellicole più comuni sono 4x5, 5x7 e 8x10. Possono essere applicati dei dorsi con pellicole in rullo, Polaroid e alcuni dorsi digitali.
DA COSA è FORMATO?

Il banco ottico è formato da quattro elementi fondamentali:

* Banco ottico: rotaia alla quale si fissano i corpi mobili chiamati standarde. Esso a sua volta è collegato per mezzo di un morsetto alla testa di un cavalletto.

* Standarda anteriore: qui viene agganciata la piastra porta obiettivo, intercambiabile. Scorre lungo la rotaia, può effettuare spostamenti lineari e rotazioni (decentramenti e bascualggi). I suoi movimenti possono essere controllati grazie a scale micrometriche.

* Standarda posteriore: contiene il vetro smerigliato, viene utilizzato per le inquadrature e per la messa a fuoco che si sposta per collocare lo chassis portapellicola.

* Soffietto: esso collega standarda anteriore e posteriore.

CHE TIPO DI INQUADRATURA UTILIZZA?

Il banco ottico (apparecchio a corpi mobili) utilizza l’otturatore centrale, la cui chiusura può essere disabilitata tramite una levetta in modo da ottenere l’ingresso continuo della luce per tutto il tempo necessario. L’inquadratura avviene per visione diretta attraverso il vetro smerigliato sul quale si forma un’immagine capovolta e invertita.

COME SI EFFETTUA LA MESSA A FUOCO?

Si effettua avvicinando o allontanando fra loro le standarde. Preferibilmente è meglio tenere fissa quella anteriore e muovere l’altra. Per utilizzare ottiche di corta focale sono previste piastre porta obiettivo rientranti, per mezzo delle quali si può diminuire la distanza con la standarda anteriore.

Un apparecchio a banco ottico è priva di esposimetro, è necessario quindi usarne uno esterno.

SI PUO' MUOVERE?

Sì, c'è la possibilità di attuare spostamenti tra pellicola e obiettivo. Con entrambe la standarde si possono effettuare spostamenti lineari (decentramenti) e rotazioni (basculaggi).