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Italo Calvino

L'avventura di due sposi di Italo Calvino


LA STORIA:

Finito il turno Arturo torna a casa, alle volte un po' dopo e alle volte un po' prima che suoni la sveglia della moglie, Elide. Lei, stirandosi con "una specie di dolcezza pigra", gli mette le braccia al collo, e dal suo giaccone capisce il tempo che fa fuori.

Arturo le snocciola, un po' ironico e un poco brontolone, gli impicci del viaggio e le grane del lavoro. Attorno al lavandino poi, mezzi nudi e infreddoliti, si scambiano qualche scherzo tenero, qualche abbraccio.

Ma si fa tardi, Elide deve entrare in fabbrica, e scappa fuori vestendosi di corsa.
Lui intanto segue il rumore dei suoi tacchi per le scale, e continua col pensiero finché non sente chiudersi le porte del tram.

Si mette a letto dalla propria parte, ma prima col piede, poi con tutto il corpo, si sposta tutto nella nicchia di tepore lasciata dalla moglie. Quando lei torna la sera, lui è alzato da un pezzo ad aspettarla. Mangiano qualcosa, con lo struggimento di avere così poco tempo per stare insieme, tanto che non riescono quasi a portarsi il cucchiaio alla bocca, dalla voglia che avrebbero "di star lì a tenersi per mano".

Mentre Arturo corre già verso il lavoro, Elide mette a posto la casa, scuotendo il capo per le faccende mal fatte da lui. Dopodiché va a letto, striscia il piede dalla parte del marito, ma si accorge ogni volta che dove dorme lei è più caldo, segno che anche Arturo ha dormito lì, e ne prova una grande tenerezza.

"L'avventura di due sposi" è un racconto brevissimo e delizioso di Italo Calvino, una danza di sfioramenti, una sorta di "Ladyhawke" urbano, una fiaba moderna su amore, lavoro e orari, sul tempo rubato e quello desiderato.

Come tutti gli altri "amori difficili" della raccolta in cui è inserito, questa storia di due innamorati costretti a far conciliare turni e abbracci è una specie di walzer dell'assenza, col gusto agrodolce dell'incompiuto, e ha quella leggerezza intensa che Calvino sa dare, come pochi altri, ai propri scritti.

COMMENTO:

Secondo il mio punto di vista questa narrazione è profondamente triste, ma anche molto veritiera. Infatti sono convinta che sono molte le coppie, le famiglie che per “sopravvivere” sono costretti ad affrontare un certo tipo di lavoro che non soddisfa.

Nella narrazione viene sottolineato molto bene come i turni di lavoro siano completamente diversi, questo significa vedersi poco, e in quei pochi momenti, quando uno è riposato l’altro è stanco e viceversa. Questo porta a una sola conclusione; niente o poca comunicazione, niente da condividere, niente da fare insieme che non sia diverso dal cenare, e quindi niente amore.
È una situazione molto difficile, anche solo da spiegare; le emozioni più grandi che questo uomo e questa donna provano sono quelle del sentire i passi per le scale, sentire le lenzuola calde, scambiarsi un abbraccio veloce in bagno, ecc… In questo modo però non esiste più vita privata, perché ogni cosa che fai, o che vedi è condizionata dal lavoro. Essere troppo stanco o troppo in ritardo per un abbraccio, essere sempre e costantemente preoccupato di perdere il tram, correre giù per le scale velocemente per non fare tardi, fare a malapena in tempo a bere il caffé e a fare colazione per correre al lavoro, a tanti altri comportamenti che condizionati dal lavoro, influenzano e cambiano radicalmente la tua vita privata, quindi la vita con tua moglie, con tuo marito, con i tuoi figli.

Da qui secondo me nasce il risentimento, il litigio, l’indifferenza di molte persone che, sentendosi “sfruttate” dal lavoro, si chiudono in loro stesse, non parlano e non cercano di condividere più niente se non per lamentarsi, brontolare e sentenziare sugli altri. Da qui nasce l’indifferenza nei confronti dei figli, che si sentono trascurati; da qui nasce la poca sopportazione per una moglie/marito che non ci capisce e che non ci capirà mai…”perché lei…non sa quello che sto passando io…”

Ecco perché è importante impegnarsi anche per qualcos’altro, e non solo per il lavoro; è importante impegnarsi per mantenere una coppia attiva, è importante sapere “chi sono” i tuoi figli e come passano le loro giornate. È importante sapere cosa ti piace, e cosa piace al tuo compagno, è importante parlare e condividere la tua giornata con lei/lui.

Non bisogna mai scordarsi quanto possiamo diventare sucubi del lavoro scordandoci di tutte le belle cose che ci circondano.

 

Italo Calvino

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