Costa Amalfitana
Promontorio di Palinuro
Tramonto a Palinuro
Arco Naturale

Primo Levi

Se questo è un uomo di Primo Levi


LA STORIA:

Quest'opera è sia un libro di ricordi, sia un documento storico, unico nel suo genere, che ci permette di conoscere le atrocità compiute nei campi di sterminio dalla voce di chi ha vissuto in prima persona questa terribile esperienza.
Se questo è un uomo narra la prigionia di Primo Levi dal momento dell'arresto da parte dei soldati tedeschi, al campo di Auschwitz su di un treno carico di uomini stipati nelle carrozze. Arrivato al campo, trova un'atmosfera terribile dove tutti i prigionieri sono costretti a durissimi lavori forzati (a cui verrà destinato anche lui). Durante il lavoro ha modo di comunicare con molta gente e questo gli permette di rimanere vivo e non perdere completamente la sua identità. In questo libro, sono descritti inoltre, i giorni nel loro succedersi allucinante, uguale, e imprevedibile. La malattia diventa occasione di selezioni micidiali, per far posto a nuove ondate di sventurati. La sera, nel suo letto, medita su tutte queste cose, la perdita dell'identità, le atrocità compiute dai tedeschi e si pone domande più sulla sopravvivenza e sulla condizione dell’ uomo. Il suo profondo senso di solitudine e le sue paure erano alimentate dal fatto che non poteva sapere nulla della guerra in corso. Durante la prigionia si ammala e spera di tornare a casa, invece viene curato e rispedito ai lavori forzati. I maltrattamenti continuano imperterriti.

Un giorno finalmente arriva la notizia tanto attesa, i tedeschi sono stati sconfitti.

Dopo la liberazione per Primo Levi comincia un nuovo viaggio, quello per tornare a casa, ma quando, dopo lunghe peripezie, riesce ad arrivare nel suo paese natale, si accorge di aver perso comunque la sua identità e ciò lo porterà poi al suicidio.

COMMENTO:

Ciò che mi ha colpito di più è stato soprattutto il concetto della metamorfosi fisica e morale subita durante la prigionia nel campo e delle inaspettate capacità di adattamento che hanno permesso a lui e ad altri di sopravvivere. Infatti all’interno del campo cambiano i valori morali (come ad esempio il concetto di bene e male, di fortuna), cambia la concezione del “prezioso” (i materiali preziosissimi diventano un piccolo pezzo di pane, una scarpa, un cucchiaio, un brandello di stoffa).
Anche lo spazio e il tempo assumono una diversa dimensione. Lo spazio è dominato dalla neve, dalla pioggia,dal vento gelido, dal grigio fumo, dai corpi ammassati nei dormitori. Le ore, i giorni, i mesi passano tutti uguali e sono subito annullati, dimenticati; ogni giorno non è un giorno. Nascono nuovi sogni, nuovi bisogni, nuovi istinti, che indeboliscono l’uomo fino quasi a spegnerne le emozioni e i sentimenti.
Insomma un "mondo feroce", dove la solitudine di ognuno è disperata e atroce. Allora si scopre che l'infelicità non esiste, che l'assillo della sofferenza come il freddo, la fame, la sete e le percosse, salvano perché impediscono di pensare. Si salva chi è fortunato, ma anche chi impara a economizzare le forze e le parole, ad affinare i sensi (per distinguere il livello del secchio di urina ed evitarne la vuotatura o per adocchiare al volo la scarpa giusta), ad aguzzare l'ingegno e l'istinto, la volontà, la pazienza; chi impara a rubare e a non farsi derubare, a trafficare; chi non obbedisce passivamente e chi non cerca di capire, chi riesce a "spegnere la coscienza", a non avere pietà.

Primo Levi 

alt img