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Il secondo dopoguerra

L'urgenza della ricostruzione

Alla fine della guerra disoccupazione, inflazione altissima e fame affliggevano l'Italia. Molte abitazioni e infrastrutture erano state distrutte. La ricostruzione fu favorita da diversi fattori:

- nel Nord gli impianti industriali avevano subito danni limitati;

- i provvedimenti assunti dal governo per la ripresa dell'economia;

- le rimesse che gli emigrati inviavano ai loro parenti restati in Italia;

- l'arrivo di aiuti internazionali, dall'ONU e soprattutto dal Piano Marshall.

Dopo l'estromissione delle Sinistre dal governo, l'economista liberale Luigi Einaudi fu ministro del Bilancio. Einaudi attuò una politica di risanamento finanziario che gettò le basi del miracolo economico, ma che nell'immediato sacrificò l'occupazione.

Dalla monarchia alla repubblica

Il primo governo del dopoguerra fu una coalizione dei partiti antifascisti: costituito nel giugno 1945 da Parri durò solo 5 mesi.
La coalizione si divise in due schieramenti:

- la Democrazia cristiana, i ceti medi, la borghesia, gli imprenditori;

- il Partito comunista, la classe operaia, il proletariato contadino, la CGIL;

I primi facevano riferimento agli USA; i secondi all'URSS. La tensione era alta e si temeva la guerra civile, ma il Partito comunista aveva rinunciato a conquistare il potere attraverso la rivoluzione.

Il 2 giugno 1946, con un referendum popolare, scelse la repubblica come forma istituzionale ed elesse i deputati della Costituente. Furono le prime elezioni a suffragio universale: votarono anche le donne.
Si affermarono i tre partiti di massa che avevano partecipato alla Resistenza: Democrazia cristiana (che ottenne la maggioranza relativa), socialisti (guidati da Nenni) e comunisti (guidati da Togliatti).

La Costituzione entrò in vigore nel 1948. Fu un compromesso tra la cultura cattolica, la liberal-democratica e la socialista: si scelse una forma di governo rappresantativa e parlamentare, ma furono  costituzionalizzati anche alcuni principi di tipo sociale (libertà sindacale, diritto del lavoro).

Quando iniziò la guerra fredda, DC e Sinistra entrarono in attrito.
Nel 1947 il presidente del Consiglio, il democristiano De Gasperi, varò un governo del quale non facevano parte le sinistre. Le elezioni del 1948 furono un successo per la DC, anche grazie all'appoggio degli Stati Uniti e della Chiesa.
La tensione tra comunisti e anticomunisti si alzò, soprattutto in seguito all'attentato a Togliatti, e la rivoluzione sembrò di nuovo imminente.
Ma lo stesso Togliatti e il gruppo dirigente comunista scoraggiarono l'insurrezione.